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L’evoluzione dell’essiccazione della pasta

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L’evoluzione dell’essiccazione della pasta

Dall’Aria del Golfo all’alta tecnologia: l'evoluzione storica dell'essiccazione della pasta

Quando assaporiamo un piatto di pasta perfettamente al dente, raramente pensiamo al viaggio straordinario che quegli ingredienti hanno compiuto per arrivare fino a noi. Tra tutte le fasi di produzione della pasta secca, ce n’è una in particolare che incarna il vero segreto della sua conservazione e della sua tenuta in cottura: l’essiccazione.

Oggi questo processo avviene all’interno di modernissimi essiccatoi automatici e celle statiche termo-controllate, ma non è sempre stato così. Ripercorriamo insieme le tappe fondamentali di una rivoluzione tecnologica che ha unito la tradizione italiana all’ingegneria più avanzata.

1880: L’Essiccazione Naturale e la magia del clima
Alla fine del XIX secolo, la produzione della pasta era indissolubilmente legata alla natura e alla geografia. L’essiccazione avveniva all’aperto, lungo le strade di città simbolo come Gragnano o nei cortili della costa campana e ligure. La pasta lunga veniva stesa su lunghe canne di bambù, affidata interamente al sole e ai venti marini.
• I tempi: Una scommessa contro il meteo. Servivano dagli 8 ai 10 giorni in estate, che potevano allungarsi fino a 20-30 giorni in inverno.
• Il limite: La produzione era stagionale, imprevedibile e soggetta a forti rischi igienici e di deterioramento del prodotto.

1903: La svolta della Meccanizzazione
Con l’inizio del Novecento e l’avvento della prima rivoluzione industriale nel settore alimentare, nascono i primi sistemi meccanici. L’invenzione di ventilatori e camere chiuse permette ai pastifici di non dipendere più totalmente dalle condizioni atmosferiche esterne.
• I tempi: Il processo scende drasticamente a 3-5 giorni.
• L’impatto: Per la prima volta, la pasta può essere prodotta con continuità tutto l’anno, gettando le basi per l’industria moderna.

1950: Il dopoguerra e la Bassa Temperatura (< 60°C)
A metà del secolo scorso, la tecnologia compie un ulteriore passo avanti con il controllo termico. Si standardizza il metodo a Bassa Temperatura (LT – Low Temperature), che simula in modo scientifico e protetto l’essiccazione naturale all’interno di celle in cui la temperatura non supera i 60°C.
• I tempi: Il ciclo si accorcia a 24-36 ore.
• La qualità: Questo metodo preserva intatte le proprietà organolettiche del grano, il colore giallo paglierino naturale e il sapore originario della semola, una filosofia ancora oggi ricercatissima dai pastifici artigianali.

1970 – 1990: La corsa all’Alta Temperatura (> 65°C e > 85°C)
Con l’aumento della domanda globale di pasta, l’industria avverte la necessità di accelerare i ritmi produttivi. Negli anni ’70 si supera la barriera dei 65°C, per poi spingersi oltre gli 85°C negli anni ’90.
• I tempi: Si passa dalle 12-15 ore degli anni ’70 alle incredibili 4-6 ore di fine millennio.
• Il vantaggio: Ottimizzazione totale degli spazi di stoccaggio nei pastifici e picchi di produttività mai visti prima.

Dal 2000 a oggi: L’Altissima Temperatura (90°C – 110°C) e la Massima Efficienza
Il nuovo millennio si apre con tecnologie all’avanguardia capaci di gestire processi termici estremi ad Altissima Temperatura (UHT – Ultra High Temperature), compresi tra i 90°C e i 110°C.
• I tempi: La pasta è pronta e stabilizzata in appena 2-3 ore.
• L’innovazione attuale: La vera sfida contemporanea, tuttavia, non è più solo la velocità, ma il perfetto bilanciamento tra massima efficienza energetica e standard qualitativi elevati. I moderni software di gestione consentono di accoppiare una rapidità d’esecuzione straordinaria a una precisione millimetrica nell’umidità, garantendo una pasta che non scuoce e che valorizza il glutine.

Tradizione o Innovazione? La risposta di Pama Roma

Oggi il mercato della pasta offre spazio a diverse filosofie produttive: dal laboratorio artigianale che fa della bassa temperatura e dei tempi lenti un marchio di fabbrica, al grande stabilimento industriale che necessita di cicli UHT veloci e costanti.

Qualunque sia la tua idea di pasta, la scelta delle attrezzature è il fattore che determina il successo del tuo pastificio. Pama Roma progetta da decenni tecnologie e impianti di essiccazione capaci di mettere la massima precisione ingegneria al servizio della tua ricetta.

Perché la tecnologia cambia, ma la passione per la pasta perfetta resta la stessa.


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Produzione pasta secca dalla molitura al confezionamento

Una giornata interamente dedicata all’essiccazione della pasta: il Corso pasta secca. Nella programmazione dei corsi per chi vuole aprire un Pastificio, abbiamo introdotto una giornata illustrativa e formativa, per illustrare e spiegare il processo produttivo di produzione di pasta secca artigianale.

Andremo ad analizzare, con contenuti pratici, le varie fasi che compongono la produzione di pasta secca:

Al termine della giornata, avrete modo di interagirer con i tecnini commerciali, che vi daranno supporto nello sviluppo pratico sulla vostra idea.

Sala demo corsi per aprire un pastificio

Come aprire un laboratorio di Pasta e Gastronomia

Il business della pasta fresca negli ultimi anni è in continua crescita, ciò è dovuto soprattutto alla maggiore attenzione verso un’alimentazione sana e alla ricerca di piatti tradizionali e caserecci. Per questo motivo abbiamo introdotto nella nostra Azienda i Corsi GRATUITI per aprire ed avviare un Laboratorio Artigianale per la produzione di pasta fresca e Gastronomia.

Parleremo di: impasti, ripieni e utilizzo di tutte le Macchine, cottura a Convenzione Vapore per Gastronomie, Ristoranti e Pastifici, l’Abbattitore di Temperatura ed i suoi vantaggi, la Pastorizzazione e l’Essiccazione, il Confezionamento Sottovuoto in Atmosfera Modificata (ATM) degli alimenti.