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Export della Pasta italiana vola nei mercati esteri

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Export della Pasta italiana vola nei mercati esteri

pasta-pamaLa pasta è il principale prodotto italiano che, da anni, tiene alta la bandiera del Made in Italy nel mondo. Grazie a elevati standard qualitativi e a un straordinario appeal sui consumatori esteri, le aziende italiane produttrici di pasta hanno realizzato un export, nel 2013, di 1,9 milioni di tonnellate di pasta (+5,4% rispetto al 2012) con un incremento del 4% per un valore di oltre 2 miliardi di euro. Secondo uno studio realizzato dall’Aidepi, l’associazione dei produttori, l’export incide per circa il 60% sulla produzione: una percentuale in crescita nonostante la contrazione dei consumi nel mercato nazionale pari all’1% in termini di volume e al -2% fatturato. “Non potevamo certo ritenerci immuni dal virus della crisi – ha recentemente dichiarato Riccardo Felicetti, Presidente della sezione pastai di Aidepi.

Rispetto ai crolli di altri comparti il nostro è stato molto contenuto. Poi l’export ha consentito alle nostre imprese di mantenere la produzione”. Tra i Paesi in cui esportiamo le maggiori quantità di pasta italiana resta al primo posto la Germania, che ha registrato una crescita sulle richieste del 4% in termini di volume e di oltre il +5,5% in termini di valore. Seguono Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, e Russia.piatto-pasta Notevoli anche le richieste proveniente dalla Libia che ha raddoppiato volumi e valore rispetto al 2012. Un risultato che rafforza il trend positivo avviato negli ultimi anni e che continuerà grazie anche a nuovi mercati che si affacciano al settore: si citano tra gli altri Cina ed Emirati Arabi Uniti che hanno fatto registrare un incremento delle esportazioni del 33,6%, e il Brasile, al primo posto tra i mercati latinoamericani con una crescita del 16%.

Un crescita che sembra non avere intenzione di arrestarsi. “Ci sono ampi spazi di crescita per la pasta Made in Italy sui mercati meno maturi – secondo Felicetti – E non penso solo all’Asia, ma anche ai Paesi del Centro-sud America e dell’Est europeo. Questo è talmente vero che Sace finanzia i pastifici: è certa della crescita e del ritorno sugli investimenti”. In quest’ottica, infatti,  il Gruppo ha erogato dei finanziamenti  per aiutare le aziende italiane a conquistare nuovi mercati: 5 milioni di euro al pastificio Rummo S.p.A. di Benevento per la produzione e le vendite estere,  2 milioni di euro al pastificio campano De Matteis per una linea di produzione che la rafforzerà in Europa, 1,2 milioni al campano Liguori per far fronte alla domanda del Giappone, 4 milioni per una linea integrata per la pasta corta del pastificio napoletano Ferrara e infine 3,5 milioni a La Molisana per crescere in Nord America, Russia e India e 3 milioni a Pasta Zara per rinnovare gli impianti nell’Europa occidentale. I segnali che provengono dall’export evidenziano come i consumatori di pasta stiano maggiormente crescendo anche se è difficile trovare un Paese che possa ambire al nostro primato.  

grafico-pasta-pamaromaCome mostra il Grafico, il Bel Paese, con circa 26 chilogrammi pro capite l’anno, è il primo consumatore mondiale di pasta. E questa non è una novità. Quello che è interessante notare è come non siano i Paesi limitrofi al Bel Paese a posizionarsi subito dopo ma, anche se a debita distanza, il Venezuela, la Tunisia, la Grecia e la Svezia con i consumi pro capite che variano tra i 9 e i 12 chilogrammi. Poco sotto troviamo invece gli Usa, Iran, Cile e Perù. 

Curiosità: con l’obiettivo di far conoscere ai consumatori le qualità, le caratteristiche e le ricette con le quali preparare l’alimento principe della dieta mediterranea, l’Aidepi  e l’Unione Italiana Consumatori hanno creato una nuova app, “La pasta”.“La realizzazione di questa app dimostra quanto siamo vicini ai consumatori e per la scelta e la preparazione di uno dei simboli gastronomici italiani. La qualità ha dichiarato Mario Piccialuti, Direttore Aidepi – l’immagine e i valori di tradizione e di cultura che trasmette la pasta, uniti ai contenuti salutistici e alla indiscutibile versatilità che questo piatto possiede, lo rendono, assieme alla sua accessibilità economica, un prodotto di cui le Aziende italiane sono leader nel mondo per livello e produzione, come testimonia il sempre crescente apprezzamento all’estero della pasta italiana”.

 

   

Produzione pasta secca dalla molitura al confezionamento

Una giornata interamente dedicata all’essiccazione della pasta: il Corso pasta secca. Nella programmazione dei corsi per chi vuole aprire un Pastificio, abbiamo introdotto una giornata illustrativa e formativa, per illustrare e spiegare il processo produttivo di produzione di pasta secca artigianale.

Andremo ad analizzare, con contenuti pratici, le varie fasi che compongono la produzione di pasta secca:

Al termine della giornata, avrete modo di interagirer con i tecnini commerciali, che vi daranno supporto nello sviluppo pratico sulla vostra idea.

Sala demo corsi per aprire un pastificio

Come aprire un laboratorio di Pasta e Gastronomia

Il business della pasta fresca negli ultimi anni è in continua crescita, ciò è dovuto soprattutto alla maggiore attenzione verso un’alimentazione sana e alla ricerca di piatti tradizionali e caserecci. Per questo motivo abbiamo introdotto nella nostra Azienda i Corsi GRATUITI per aprire ed avviare un Laboratorio Artigianale per la produzione di pasta fresca e Gastronomia.

Parleremo di: impasti, ripieni e utilizzo di tutte le Macchine, cottura a Convenzione Vapore per Gastronomie, Ristoranti e Pastifici, l’Abbattitore di Temperatura ed i suoi vantaggi, la Pastorizzazione e l’Essiccazione, il Confezionamento Sottovuoto in Atmosfera Modificata (ATM) degli alimenti.